DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO – DSA

I disturbi specifici d’apprendimento (DSA) sono disturbi del neurosviluppo. I DSA riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare. Nello specifico, si parla di dislessia, disortografia e disgrafia, discalculia.

È fondamentale riconoscere, valutare e affrontare in modo esatto e precoce i DSA. I disturbi non vanno sottovalutati o negati. Un riconoscimento tardivo o un approccio inadeguato possono rendere ancor più difficoltoso e stressante l’apprendimento. È controproducente, infine, adottare misure di efficacia non comprovata.

PLAS supporta la valutazione di DSA e l’attuazione delle corrette misure compensative e dispensative (legge 8 ottobre 2010 n. 170).

Classificazione e valutazione DSA

PLAS fa riferimento alla classificazione internazionale espressa in “Disturbi evolutivi specifici di apprendimento. Raccomandazioni per la pratica clinica definite con il metodo della Consensus Conference” (2006-2007) e “Raccomandazioni cliniche sui disturbi specifici di apprendimento” (febbraio 2011).

DSA e DDAI

 

Per la classificazione dei DSA e delle loro caratteristiche e per le indicazioni sulla valutazione e l’intervento, PLAS fa riferimento al documento definito con il metodo della ConsensusConference fra il 2006 e il 2007 dal titolo “DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO. Raccomandazioni per la pratica clinica” (link al documento)

Per quanto riguarda il DDAI, un utile riferimento sono le linee guida elaborate dalla SINPIA (Società italiana di neuro-psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza) a cui rimandiamo http://www.aifa.it/lineeguida.htm

Tutti i DSA e il DDAI non dipendono da limitata intelligenza, da carenze ambientali o educative di famiglia e/o insegnanti, da un deficit neurologico o sensoriale, né tantomeno da mancanza di impegno o motivazione o volontà di apprendimento da parte del bambino o della bambina.

D’altra parte un riconoscimento particolarmente tardivo del disturbo oppure un approccio educativo e didattico inadeguato o incoerente (sottovalutazione o negazione, colpevolizzazione del bambino e/o della sua famiglia, adozione di trattamenti o interventi di cui non sia provata l’efficacia, mancata attuazione delle misure compensative e dispensative previste dalla Circolare Ministeriale 4099 del 2004 link) possono rendere il percorso di vita e scolastico del bambino particolarmente difficoltoso, stressante e avere ricadute significative sul suo benessere psicologico a casa e a scuola.

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Dislessia

La dislessia è un disturbo di decodifica della lettura di origine neurobiologica.  Questo disturbo si manifesta con lettura lenta e/o scorretta. Non è causato da un deficit di intelligenza, carenze neurologiche o sensoriali. Non dipende, inoltre, da carenze ambientali o educative. Per un bambino dislessico la lettura non è un processo automatico. Per questo motivo, …

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Disortografia e disgrafia

Disgrafia e disortografia

Il disturbo della scrittura riguarda la sua suddivisione in due componenti: una di natura linguistica, deficit nei processi di cifratura – disgrafia, e una di natura motoria, deficit nei processi di realizzazione grafica – disortografia. Questi disturbi riguardano l’abilità di scrivere con un movimento fino-motorio fluido e secondo le regole ortografiche. Sono spesso associati alla …

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bambino che scrive, discalculia

Discalculia

La discalculia è un “disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche che si manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurologici. Essa può presentarsi associata a dislessia, ma è possibile che ne sia dissociata.” (C. Temple; 1992). Caratteristiche della discalculia evolutiva La letteratura più recente sul distingue profili connotati da debolezza nella strutturazione …

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